16 agosto 2005

 

 

Abbigliamento

 

 

 

Con questa parola siamo soliti designare il vestito come abito indossato da qualcuno, assunto o addatto ad una storia personale; abbigliamento e’ abito  personalizzato o anche, nel senso letterale della parola, incorporato alla persona.

 

Il mito dell’uomo invisibile, cosi’ frequente nel cinema, in questo caso e’ assai adeguato. Quando nel video il personaggio scompare per arte magica a tutti ci sembra logico che lo abbia fatto indossando un vestito. Perche’? Perche’ comprendiamo che il suo acconciamento viene a far parte della sua presenza, dando per scontato che sia integrato nell’unita’ globale della persona.

 

Da un altro punto di vista i termini abito, indumento, vestito, ect., che si riferiscono all’abbigliamento-oggetto considerati isolatamente, non possono essere impiegati in modo analogo e graduale: questa giacca e’ sempre la stessa giacca; posso unicamente usarla o non usarla.

 

Invece il verbo “vestire”, con il suo participio “vestito” si utilizza in gradi e in intensita’ molto vari. A seconda dell’eleganza della persona che lo indossa e delle sue circostanze un indumento “veste” piu’ che altri, e la sua bellezza, autenticita’ e significato variano con la vita stessa di colui che lo indossa.

 

In tal senso non ha la stessa profondità parlare di abito della donna rispetto a quello del’uomo, abito di festa rispetto a quello di lavoro, abito di primavera  rispetto a quello d’inverno, abito giovanile rispetto a quello adulto, abito da sera rispetto a quello da giorno, ect. Questa differente profondità del termine abito viene applicata in riferimento all’intimita’ personale, intendendo con il termine intimita’ la  coerenza con sè stesso o con la propria identita’ interiore.

 

Vestire e’ sempre, effettivamente, vestirsi di se stesso, per se stesso e ad opera di se stesso. Invece “l’essere vestito da un altro” non da luogo ad un vero abbigliamento, come succede con gli animali domestici, ed in un certo senso con il neonato. Altresi’ e’ vestita “da un altro” colei che è fashion victim, in questo caso, con un evidente impoverimento etico. Mi riferisco a colei che rimane manipolata e sottomessa nel seguire acriticamente i principi della moda. In questo senso il suo abbigliamento non “le deriva dalla propria identita’”, non e’ autentico, sebbene sia obiettivamente eccellente la sua qualita’.

 

L’essenza dell’abbigliamento, quindi, e’ da ricercarsi ricercarsi in questa misteriosa connessione tra abito ed intimita’; e’ questa la svolta attraverso la quale i vestiti diventano consoni al carattere, all’eta’, alla cultura, alla storia, in una parola, alla vita dell’individuo. Si tratta di una  compenetrazione che non puo’ essere separata dal livello morale con cui si intende affrontare la vita. Chi si veste non puo’ evitare di farlo in funzione della specifica persona che crede, decide, o vuole essere:, vestirsi e’ proprio un modo di riuscirci. Attraverso l’abito una persona elegante tira fuori dalla propria interiorita’ una versione sempre migliore di se stessa, piu’ autentica e raffinata. L’abbigliamento si rivela cosi’ come un autentico esercizio di conoscenza propria e di superamento interiore di se stesso, sebbene c’e’ il rischio anche di degenerare in un potente strumento di alienazione: “se non ti vesti come sei finirai per essere come ti vesti”.

 

Per quanto sopra detto resulta imprescindibile il ruolo della creativita’ personale. Riuscire a far si’ che l’abbigliamento, l’acconciamento, il portamento esterno “parli” dell’intimita’, manifesti la persona, e’ impegno estetico da cui nessuno puo’ esimersi. Risulta necessario tirar fuori da se l’inventiva, l’immaginazione, la sensibilita’, in una parola, l’arte. L’arte di vestire si chiama eleganza.

 

 La persona elegante e’ quella che capta la connessione tra il proprio essere ed il proprio apparire, nesso che e’ necessario riprendere ad inventare incessantemente, poiche’ quell’espressione essenziale che e’ il corpo non finira’ mai di essere pronunciata. Cercare di farlo e’ compito dell’abbigliamento, la cui evoluzione corrisponde all’inesauribile e sublime evoluzione della persona.

 

pabloprieto100@hotmail.com

 

 

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